28 settembre 2010: giornata di mobilitazione nazionale
GIORNATA NAZIONALE DI PROTESTA
con assemblee in contemporanea in tutte le città d´Italia
CONTRO
- Abolizione degli scatti di anzianità
- Tagli agli organici e decimazione degli insegnanti
- Licenziamento di massa dei precari
- Stipendi da fame e non rinnovo dei contratti
CHE FARE?
- Boicottaggio di gite e viaggi di istruzione
- Astensione da tutte le attività non obbligatorie
Negli ultimi anni, la situazione della scuola ha conosciuto un´ accelerazione verso il
peggio, le cui attuali dimensioni nessuno poteva immaginare.
I tagli all´istruzione (di scuole, di classi, di posti di lavoro, di
finanziamenti per il normale svolgimento delle attività) pur
iniziati anche con governi precedenti hanno raggiunto oggi un punto
che non esitiamo a definire scandaloso.
Mentre altri Paesi stanno comprendendo l´ importanza dell´
istruzione per lo sviluppo e stanno investendo in cultura, in Italia
si pensa solo a tagliare. E non certo il superfluo che ormai non
esiste più, ma l´ essenziale che rappresenta quel diritto allo
studio, costituzionalmente difeso. L´ impressione- ma è ormai quasi
una certezza- è che si voglia deprimere il valore di una scuola
pubblica statale per lanciare quella privata, a pagamento, solo per
chi può permetterselo.
Sono scenari foschi, purtroppo confermati da una serie di decisioni
pensate addirittura come punitive per gli insegnanti- come quella
inserita nella manovra finanziaria di inizio estate del ministro
Tremonti poi parzialmente modificata, grazie anche alla
manifestazione del 15 giugno, al Teatro Quirino a Roma (Perché
la scuola deve pagare di più?), indetta da Gilda
Unams, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal.
In questi anni, la Gilda-FGU ha sempre segnalato ai colleghi la
direzione e il senso delle decisioni politiche che via via
intervenivano sulla scuola. Consapevole del pericolo che la scuola
pubblica stava correndo, ha cercato l´ unità con gli altri sindacati
e lo sciopero del 30 ottobre del 2008, da essa fortemente voluto,
dove un milione di cittadini è sceso in piazza a Roma, ne è stata
una prova significativa, per chi avesse avuto la volontà e la
considerazione di tenerne conto.
Invece, così non è stato perché ci troviamo di fronte ad una
impostazione di governo che prende le decisioni rifiutando il
confronto e l´ ascolto con chi rappresenta i cittadini che lavorano.
Un‘ impostazione non certo in linea con i principi democratici che
rappresentano il nostro Paese.
Che fare, allora?
Noi della Gilda pensiamo che il momento sia uno dei più difficili
che la scuola italiana abbia attraversato, ma crediamo anche che
malgrado tutto qualcosa da fare ci sia ancora.
Intanto, riteniamo che si debba cercare di recuperare il senso e l´
autorevolezza della scuola, perché una scuola pubblica statale
valida e valente è una condizione necessaria all´ interesse
generale, rappresentato dalla nostra Costituzione. Se altri cercano-
come pensiamo- di umiliare quella scuola, ebbene noi docenti
dobbiamo (e possiamo) ostacolare quel progetto. Spetta anche a noi
mantenere alto il timone della scuola italiana.
Per cominciare, abbiamo indetto una giornata di mobilitazione nazionale il 28 settembre
con assemblee contemporanee in tutte le città d´ Italia per
presentare e discutere la nostra protesta contro tutte le misure
presenti e passate che stanno abbattendo la scuola pubblica.
Ecco quindi il senso politico della nostra proposta:
- recuperare la nostra funzione primaria che è insegnare;
- rifiutare tutte quelle attività extra (gite scolastiche, viaggi di
istruzione) che non verranno nemmeno più retribuite, ancorché in
maniera indecorosa come avveniva fino ad ora;
- ripulire la nostra attività da quella marea di burocrazia e di
riunioni extra che imprigionano le giornate, togliendo tempo ed
energia all´insegnare.
Una scuola rinnovata, quindi, dove si insegna e dove si comincia a
dire "no" a tutto ciò che non è obbligatorio, che non è inserito nel
contratto di lavoro e che viene imposto come "gratuito" e a tutto
ciò che limita e deprime l´ insegnare in aula.
Ad una politica sprezzante verso l´ istruzione la Gilda invita i
docenti a rispondere non contro l´insegnamento ma contro il
residuale.
Rino Di Meglio
Coordinatore nazionale FGU