Uno degli aspetti più dibattuti e contrastanti della professione docente è rappresentato dall’uso del registro elettronico. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio Scuola Digitale 2019, il registro elettronico è stato adottato da circa il 90 per cento delle istituzione scolastiche: in molte scuole si usa sia il registro elettronico che quello cartaceo e non mancano le discussioni in merito alle procedure da adottare. Di fatto, come ribadito dal portale ‘Professionisti Scuola Network’, il Garante per la privacy non ha ancora provveduto all’approvazione di un piano di dematerializzazione: pertanto, non si può ancora parlare di abolizione del registro cartaceo.

Uso del registro elettronico

Secondo quanto indicato dalla V Sezione Penale della Corte di Cassazione, il registro personale è un atto pubblico: ne deriva che il docente, nella compilazione di tale registro, è soggetto alle sanzioni penali previste dall’articolo 476 e dall’articolo 479 del codice di procedura penale, riguardanti rispettivamente il falso ideologico e il falso materiale in atto pubblico.
Per questo motivo, sia la compilazione del registro elettronico personale del docente che quello cartaceo di classe devono avvenire in tempo reale.

La recente sentenza

‘Professionisti Scuola Network’ cita, a questo proposito, la recente sentenza N. 47241 della Cassazione che ha affermato la non obbligatorietà del registro elettronico: riferendosi al Decreto Legge n. 95 del 2012, che aveva introdotto l’uso e l’adozione del registro elettronico, si sottolinea come il Miur avrebbe dovuto predisporre un piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca. Tale piano doveva essere predisposto entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto ma così non è stato: pertanto, non è stato reso obbligatorio l’utilizzo del registro elettronico, ragion per cui in molte scuole si usa sia il registro cartaceo che quello elettronico.
Un altro aspetto non trascurabile è quello relativo alla connessione internet funzionante all’interno delle scuole, elemento che in diversi casi lascia alquanto a desiderare. Ne deriva che l’uso del registro elettronico dovrebbe essere deliberato in collegio docenti solamente nei casi in cui il docente venga messo nelle condizioni dalla scuola di poter operare correttamente dal punto di vista tecnologico.
 
FONTE SCUOLAINFORMA: link
 
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