Prima di analizzare come vanno gestite le ore buche, è bene fare due premesse:

1) L'orario scolastico è disposto dal DS, anche alla luce del CCNL 2016/ 2018 che indica come  i criteri ,diversamente dal vecchio contratto , siano stabiliti non più a seguito della contrattazione , ma del confronto . Vale a dire un dialogo , ma senza nessun vincolo;

2 ) Gli RSU dovrebbero nonostante il suddetto limite, in questo confronto , portare  , con incisività  , le istanze emerse durante l’Assemblea del personale e sottolinearne la validità ai fini di prestazioni lavorative coerenti con il PTOF e con criteri chiari che tengano conto delle disposizioni legislative ( ad es. la 104 ) o di quelli determinati dalle specificità orarie della scuola , o di comprovate e complesse situazioni individuali o famigliari evitando il più possibile le ore buche .

Detto questo , non si può del tutto escludere che queste ore buche  ci siano.

Ma bisogna ricordare che la Corte di Cassazione sez lavoro si è pronunciata con una sentenza ( 17511 del 27.07.2010).

HA STABILITO CHE IL DIPENDENTE PUBBLICO CON ORE BUCHE NEL PROPRIO ORARIO DI SERVIZIO DEVE ESSERE RETRIBUITO.

Tale principio corrisponde con quanto stabilito dalla Direttiva CE 1993/104, secondo la quale la definizione di lavoro è la seguente : ” qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro , a disposizione del datore di lavoro e nell’ esercizio della sua attività o delle sue funzioni “.

 

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